I love you now. I'm with you now. I'll do my best, moment to moment, not to betray you. Now That's it. No more. Don't make me lie to you.
Oleg Kulik è stato definito uno degli artisti russi più interessanti degli anni Novanta. Acclamato da numerosi critici internazionali ha esposto i suoi lavori al Manifesta I a Rotterdam(1996), alla Biennale di Venezia (1997), e alla Biennale di Istanbul(1997), a San Paolo, Brasile (1998). Con i suoi lavori ha certamente catalizzato l'attenzione su di sè non solo dei critici, ma anche del pubblico che ha assistito alle sue "installazioni". Queste ultime sono caratterizzate da una "forte" espessività, dove l'artista assume il ruolo di "artista-animale" o nel caso specifico di "artista-cane". Il mondo aniamle viene analizzato in tutte le sue forme a volte nelle fattezza di un uccello, di un pesce o di un gigante bisonte. Così facendo l'artista cerca di interrogarsi riguardo all'essenza dell'essenza umana nell'uomo, e ciò che può significare per l'uomo stesso il ritorno allo stato di "origine animale".
Queste installazioni sono dei veri e propri show che nascono per controbattere la convinzione comune occidentale che i Russi siano una razza incivile e abitata da selvaggi che vivono in una inesplorata zona della steppa asiatica. La figura dell'artista-cane prende avvio anche, in questo caso specifico, nella profonda convinzione di Oleg che nel mondo attuale, i tradizonali mezzi di comunicazione hanno dimostrato il loro totale fallimento e la ricerca da parte delle persone di un mezzo più adeguato alla comunicazione.Le persone hanno cessato di reagire ai messaggi veicolati tramite un linguaggio articolato e narrativo, mentre non hanno smesso di reagire allo shock o allo show reale. Per Kulik questa reazione a stimoli esterni e fortemente emozionali, assieme alla scomparsa dell'intelligentia, testimonia la fine della cultura, della coscineza e dell'antropologia in senso largo la fine del mondo. Nelle sue opere l'artista cerca di rivelare un atteggiamente post-umano piuttosto che pre-umano. L'essnza che si ricava per cui è un'ingenua credenza che solo il dialogo artistico sia ancora possibile e tuttora vivente.
Le sue prime "performances" risalgono al 1990 direttamente in Russia. Esse erano così brutali e violente che Kulik venne assimilato al teatro crudele e feroce degli anni '90. Totalmente nudo l'artista camminava a carponi, sporco di fango e neve, per la città abbaiando e digriognando i denti proprio come un cane verso i passanti. A volte attaccandoli e cercando di morderli come un vero e proprio cane rabbioso. refers to such a context. Tale performance rappresentata al di fuori della Russia assume anche un un carattere di reazione alla cultura imperialistica. Il cane rappresentato da Kulik rappresenta la nazionalità Russa concepita dal resto del mondo come una razza di secondo o terzo grado non in grado di essere parificata a quelle occidentali. Come ha scritto un critico russo 'the artist's gesture of walking on all fours has been generously generated by the entire mass-media context of the recent period'.

Il progetto "animale" di Kulik è fortemente radicato anche nel suo atteggiamento ecologista combinato con l'approccio critico contro l'antropocentrismo al quale l'artista aderisce. La supposizione utopica è che gli animali siano trattati nello stesso modo degli esseri umani. Il tentativo artistico è per cui quello di incoraggiare gli uomini ad analizzare la psicologia animale che sfocerebbe nella costruzione di una relazione di dialogo fra uomo ed animale. Kulik evidenzia come l'uomo sia una parte della biosfera del nostro pianeta, e come tale dovrebbe costruire una società che si basasse sulla simbiosi fra Natura ed essere umano. Alcune immagini dell'installazione di Kulik sono possibili qui.
IN SERIE:
1) MENTRE ENTRAVO NEL LOCALE PIU' CHIC DI M.M. LA PADRONA DELL'OMBRELLO RUBATO POCHI MINUTI PRIMA MA HA FATTO UNA GRAN SCENATA DAVANTI A TUTTI
2)SALTANDO LA LUNGHISSIMA FILA PER ENTRARE (PERCHE' MAI SI FA LA FILA PER ANDARE IN DISCO) MI ACCORGO GIUNGENDO ALLA PORTA PRINCIPALE CHE AVEVO SALTATO QUELLA SBAGLIATA
3) APPENA ENTRATO URTO UN GIOVANE CAMERIERE CHE ROVESCIA NUMERO 2 BOTTIGLIE DI MOET PROPRIO SUL TAVOLO "PRESIDENZIALE" DEGLI INVITATI D'ONORE
4) DOPO AVER ABBONDANTEMENTE ANNAFFIATO LA SERATA CON CALICI DI NON SO QUALE INTRUGLIO USCENDO CON LA MIA AMICA A BRACCIETTO SCIVOLO SULLE SCALE USCENDO TRIONFALMENTE DI CULO DAL LOCALE
5)HO LASCIATO UN PICCOLO RICORDO IN AUTOSTRADA LUNGO IL CAMMINO DI RITORNO
6) I DUE AULIN DEL POST-SERATA NON STANNO ANCORA FACENDO EFFETTO ED HO UN MAL DI TESTA TERRIBILE
MA PERCHE' NON RIMANGO MAI A CASA IL VENERDI' SERA????
L'effetto ricercato era proprio quello della pubblicità del nuovo profumo della maison.
Poi quando sono triste e scoglionato cerco sempre di cambiare qualcosa....oggi è stato il giorno dei capelli.....sebbene tagliati solo due settimane fa....Effetto finale carino......una palla da biliardo con qualche ciuffetto qua e la.....ho messo anche la camicia bianca e la giacca da smoking nera.....ma l'effetto non è proprio quello desiderato.......andrò a comprare un bel berretto.....con sto freddo.....di necessità virtu' dicevano????
Ebbene si.....lo stage è terminato, ed eccomi di nuovo qui a scrivere da stracci e scarpette. Le prospettive future non sono molto invitanti se non qualche viaggetto all'estero di simil lavoro. Il mio invio di CV è arrivato a numero 89 ma senza alcun esito......rimarrerò relegato in questa parte di periferia conosciuta solo da pochi e destinato ad ammuffire insieme alle rimanenze del periodo natalizio....... aspettando il coupe de vie...che tarda sempre più ad arrivare.....
Mi sembrava strano viaggiare in macchina con tutta la famiglia. Erano anni che non salivamo tutti nella stessa macchina. La notte prima non avevo dormito bene, pensavo continuamente a cosa sarebbe accaduto. Poi la lunga attesa. Gli amici arrivavano alla spicciolata. Uno poi un altro e un altro ancora. Poi è stato il mio momento. Black out. Non ricordo più nulla. Se non l'applauso finale, ma non era il momento. Pochi istanti dopo l'estrema gioia. Gli occhi dei miei amici puntati su di me, il loro affetto che si poteva carpire nell'aria la soddisfazione dei miei genitori mai dimostrata così palesemente ee apertamente. Cento e dieci e lode. I flash ritornano un po' alla volta alla memoria. Le faccie, i sorrisi gli abbracci delle persone a cui voglio più bene. Anche quello sguardo che per la troppa emozione non è riuscito a trattenere le lacrime. E quell'abbraccio finale che ricordo come uno dei più formali ma intensi. Ovattato e a tinte pastelli si ripresenta il ricordo di quel giorno. Caro ai miei ricordi e indelebile nella mia memoria.
Alison Goldfrapp cresce nella cittadina inglese di Bath, un habitat schizofrenico che mixa il sobborgo urbano alla campagna. Identifica il primo seme di quello che sarebbe diventato il progetto Goldfrapp nel momento in cui suo padre le fece ascoltare – ancora bambina – “Carmina Burana”, anche se a quei tempi preferiva lo show “Top of the Pops”. Educata in una scuola gestita da suore e poi passata a vivere in uno squat di Londra, la bionda cantante trascorre tre anni a cantare con un gruppo dance contemporaneo in Belgio, ed è lì che si rende conto delle potenzialità della sua voce. Sono proprio queste esperienze a tradursi in quelle decadenza e voglia di evasione che spesso caratterizzano le sue canzoni.
Contemporaneamente inizia a scrivere testi suoi e a dedicarsi all’arte, iscrivendosi alla facoltà di Fine Art Painting alla Middlesex University (sì proprio quella Middlesex dove ho studiato anche io): in questi anni presta la sua voce ad alcuni pezzi che compaiono su “Maxinquaye” di Tricky, “Snivilisation” degli Orbital e “Avant Hard” il debutto degli Add N To X.
In un universo parallelo, Will Gregory – figlio di un’appartenente al coro di Covent Garden che bombardò la sua infanzia con musica classica e Beatles - si dirige in America per suonare davvero il sassofono. Inizia a lavorare a San Francisco, al seguito di varie band ma – annoiato dalla vita sul tour bus – si mette a comporre musiche da film (fra cui la più celebre, quella per il film sugli hooligan “ID” degli anni ’90). Un giorno riceve una cassetta di Alison, con la versione quasi finita di “Human”, destinata a diventare uno dei capisaldi di quello che sarà il loro album d’esordio.
Nasce così "Felt Mountain" registrato in un cottage dello Wiltshire, disco che lancierà il duo in tutto il mondo. L’album, uscito nel 2000 e acclamato dalla critica di tutto il mondo, grazie a singoli come “Utopia” e “Human” vende mezzo milione di copie impressionando sia il pubblico statunitense che europeo. A tre anni di distanza, dopo una fervente attività live (che Alison ha alternato a vari dj set solisti, da Parigi a IbizA) e 12 mesi passati in uno studio di Bath, i due fanno parlare di nuovo di sé con “Black Cherry”. Eccola ripresentarsii nel ruolo di una bambola erotica, a metà strada tra una Alice nel paese delle meraviglie ed una Marchesa de Pompadour. Cappelli a cilindro, bustini stringati, guance color porpora e occhi sgargianti, nastri di raso e labbra laccate. Un cambiamento radicale non solo nel vestiario (degno dell’accoppiata vincente Madonna-Jean Paul Gautier), ma anche e soprattutto nel suono.


Messo da parte l'underground il gruppo si dirige verso il pop dancefloor, dando luce al nuovo lavoro "Supernature" uscito da qualche mese. Il nuovo album prende il meglio delle sonorità di Black Cherry spingendole verso l’infinito in un gesto euforico, eccitante e sexy. Il primo singolo Ooh La La ne è la prova migliore: sfavillante come il cavallo stroboscopico su cui la bionda domatrice cavalca nel video. I richiami anni '80 sono innumerevol ascoltando il cd torna ossessivamente in testa alcuni testi: non-stop erotic cabaret dei Soft Cell, Tainted love e l'elettro-dark anni ’80, sensuale ed ambigua. In alcuni pezzi si ritorna alle sonorità del primo album accade in “U never know” dove, tra elettronica spezzata e archi, la voce si attesta su registri alti e sembra voler rincorrere Kate Bush.
Bocciato da tutte i recensori "must" del comparto musicale a mio avviso è frizzante, divertente e psichedelico. Al lato musicale hanno affiancato un'immagine davvero audace e di classe. Il video di Number 1 esce dai classici schemi di provocazione volontaria e si riveste di ironia nella loro sempre presente autocitazione dove il lupo ha preso le fattezze della specie canina.( www.goldfrapp.co.uk ). A parte un certo look per presentarsi al pubblico e qualche masturbata usando l'antenna del suo theremin durante un live, Alison è un bel personaggio: glam, fashion, pop, fetish, affibiatele pure un qualsiasi aggettivo che non stona. L'elemento visivo, amio parere. sembra essere strettamente legato alla musica che ne rappresenta unintegrazione più che un'altra faccia.
Buon ascolto e visione
In occasione della Fiera FHC a Shanghai dedicata al retail e all’ospitalità professionale (15-17 novembre), a cui partecipa per consolidare la propria presenza su un mercato sempre più interessato al “Made in Italy” alimentare, l'azienda bolognese FABBRI ha deciso di allestire una mostra dedicata all’oggetto-simbolo della Fabbri, lo storico vaso di amarene bianco e blu creato negli anni ’20, diventato quasi un’icona nazionale.
1905 - 2005 Cento Anni Fabbri. 28 artisti interpretano un'azienda" è il titolo della collettiva in cui ciliegia, amarena, vaso, fiori e foglie blu di porcellana sono diventati “il tema con variazione” e sono stati modificati, riletti, stravolti, riguardati in una contaminazione di stili e tecniche diverse da 28 artisti contemporanei italiani. Non solo pittura, ma anche scultura, fotografia, video.
Un esempio la rielaborazione fotografica di Fratelli Calgaro giocata sul doppio senso sangue-amarene.

I manoscritti di Antonio Machado e del fratello Manuel, che la Fondazione Unicaja ha acquisito nel 2003 per 625.000 euro all'asta, hanno apportato a 44 poesia nuove considerate "possibilmente inedite" da parte dell'autore di Campos de Castilla. Si tratta di 44 poesie concluse di una forma molto nitida e diverse dal resto delle composizione di Machado. La Fondazione hja appena pubblicato i primi 4 volumi della collezione dei manoscritti, che include la maggior parte degli scritti di Machado. I quattro volumi appena pubblicati riuniscono tutta la poesia di Antonio Machado contenuta nei Manuscritos de la familia Machado. Il numero di poesie considerate "possibilmente inedite", in un grado accettabile e ben differenziate dal resto di tutto il materiale è da considerarsi in 44. Fra queste composizioni figurano gli aforismi, le canzoni e alcuni poemi lunghi, come quello dedicato allo scrittore indiano Rabindranath Tagore nel contesto della Prima Guerra Mondiale. I versi di questo poema si caratterizzano per il contrasto che Antonio Machado stabilizza fra un' Europa insanguinata dalla Grande Guerra e il messaggio di pace e fraternità che alimenta lìopera dello scrittore indiano.
Un'altra poesia lunga di rilevante interesse fra le opere inedite risulta essere quello dedicato a Pedro Calderon de la Barca. " El ha visto una aguda aspeda/ y la cruz en el muro, Berberìa" scrive Machado all'inizio del poema. Il piano di pubblicazione di tutta l'opera consiste in 10 volumi doppi (facsimile e trascrizione con annotazioni) più unn fascicolo preliminare del cosidetto "Cuaderno O" che fu presentato a Siviglia il febbraio scorso in un incontro di poeti spagnoli e sudamericani celebrato per il 66° anniversario della morte del poeta. Per cui i quattri volumi finora pubblicati sono, solo una parte di un lavoro non ancora concluso. I volumi rimanenti includeranno scritti in prosa, lettere, teatro e altri testi.
La collezione di manoscritti, che comprò la Fondazione Unicaja all'asta, consta di 703 in folio, dei quali un terzo di essi sono scritti da entrambe le parti, per cui ne risulta un totale di più di 900 pagine. Il documento riassume tutti i generi letterari coltivati da Antonio Machado e dal fratello Manuel. La parte maggiore appartiene tuttavia a Antonio; di Manuel c'è solo un poema dedicato a Falla e una copia di La Lola se va a los puertos, opera teatrale che i fratelli scrissero a quattro mani. La copia ha la calligrafia di Manuel.
Tagore
(Poema a Rabindranath Tagore, escrito durante la Primera Guerra Mundial):
Desde la tierra de los grandes lotos
y santos ríos, príncipe y poeta,
tras la bélica Europa en que el planeta
cruje entre sangre, con los huesos rotos,
poder en Oriente y mística oriental
nos llega tu corazón como un latido,
Rabindranath, tu corazón se ha oído
en este promontorio occidental.
Esta tarde de otoño, mientras suena
la lluvia en los bambús y se achubasca
tu cielo bengalí, la guerra truena
y el río de la vida se aborrasca
en la Europa sombría,
tu libro viene a la sangrienta Europa
-clamor de guerra y caminar de tropa-
cual vino el cuento de Gotamana un día.
Por esta Europa sobre el blanco toro
Jove cabalga, cantan militares,
habrán de ser los cielos (?), montes de oro,
irá la guerra por los siete mares.
Finé (?): ¡cómo se ilumina
el mundo! Por todas partes
asoman ojos que miran.
Oyendo la voz de un niño,
pensé arrancarme los ojos,
tomarle de lazarillo.
(1918)
Riporto un articolo da http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/default.html:
In Italia sono analfabete totali e senza alcun titolo di studio 5.981.579 persone, dunque quasi 12 italiani su cento, e l'Italia è il Paese che ha il più basso livello di addetti all'industria con titolo universitario. Numeri e considerazioni sul sistema scuola-società nell'Italia dei nostri giorni è stato fatto da Saverio Avveduto, presidente dell'Università di Castel Sant'Angelo dell'Unla, che questa mattina ha presentato lo studio 'La croce del Sud. Arretratezza e squilibri educativi nell'Italia di oggì.Basandosi sui dati Istat relativi al censimento del 2001, la ricerca mostra come i cittadini italiani, quanto a scolarità, formano una piramide appuntita: al vertice, 7,5% di laureati, pari a circa 4 milioni; subito sotto 25,85% degli italiani che hanno frequentato le scuole secondarie superiori; segue il 30,12% con il titolo di scuola media; mentre è pari al 36,52% la percentuale di italiani senza alcun titolo di studio o in possesso della sola licenza elementare: circa 20 milioni su 53 censiti. In particolare, nello studio Avveduto somma ai possessori della sola licenza elementare o della sola scuola media - titoli che, ha spiegato durante la presentazione di stamane, sono del tutto insufficienti a vivere e produrre nel mondo di oggi - alla platea degli analfabeti totali, arrivando a calcolare in quasi 36 milioni (il 66% della popolazione) gli italiani che la ricerca definisce 'ana-alfabeti' e cioé del tutto analfabeti o appena alfabeti. Lo studio presentato stamane mostra inoltre come negli ultimi 10 anni la situazione non sia mutata di molto: lo stesso è rimasto il numero dei laureati con un aumento appena dell'1,19% degli italiani raggiunti dalla scuola: l'offerta educativa, secondo i relatori dello studio, è stata dunque sostanzialmente ferma.La ricerca mostra anche la collocazione dell'Italia tra i Paesi più istruiti secondo i dati Ocse 2004, che vede l'Italia al terz'ultimo posto tra i 30 concorrenti: ci seguono solo Portogallo e Messico. Su richiesta dell'Università di Castel Sant'Angelo, l'Ocse ha poi fornito i dati che accertano il possesso di un titolo d'istruzione superiore nella forza lavoro compresa tra i 25 e i 64 anni: su 11 Paesi considerati, il nostro Paese è all'ultimo posto per addetti alla produzione di merci e servizi in possesso di qualifica universitaria e oltre.
Apriti o cielo!!!! Che si voglia forse affermare che magari un livello culturale un poco più alto della media possa significare non solo un posto di lavoro ma la possibilità di creare addetti in "possesso di una specifica qualifica"??? O forse è uno stimolo a rimanere nella fascia semi analfabeti non in grado di computare correttamente ma con un posto di lavoro??? Visto l'innalzamanto dell'età lavorativa, le posizioni manageriali nelle pma italiane sembrerebbe proprio di sì.
Ad un anno dalla laurea e a pochi giorni dalla fine del Master la mia situazione come a molti nota è sempre la stessa: DISOCCUPATO. Non importa se conosci 3 lingue, ti sei masterizzato in una materia "fa molto fico ed updated" come il marketing internazionale e soprattutto se hai già alcuni anni di esperienza in azienda.....Qua vogliono forza impiegatizia da pagare 900 euro al mese.....
Ordunque mi sovviene un piccolo dubbio: che non fosse stato migliore dimorare nella più totale ignoranza per acquisire, almeno una busta paga mensile???Beh, ad oggi, sembrerebbe proprio di si......
